..mestiere di vivere..
La vita ognuno di noi la percepisce in modo differente, la vive in modo differente. Non si può negare totalmente che la vita sia una sorta di mestiere, per il quale sono necessarie tutte le nostre abilità. Leggendo “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese, mi sono ritrovata a parlare con lui dentro di me..
Io – Io fondamentalmente non capisco una cosa: il timore, il rifiuto nei confronti di ciò che è diverso ed estraneo a noi stessi.-
Cesare – L’uomo fondamentalmente è portato a questo: avere delle convinzioni e delle abitudini, vivere secondo certi canoni e non ammettere che ciò possa cambiare. L’uomo ama stare tranquillo e tutto ciò che è a lui estraneo potrebbe sconvolgere il suo presunto equilibrio.-
Io – Non si può dire questo di ogni uomo, però non hai torto-
Cesare – L’uomo di cui parlo è l’uomo che non ama il sapere, che ha paura di sentirsi insicuro e confuso e per non mettere in crisi le sue convinzioni smette di imparare.-
Io – Per questo motivo nasce il razzismo e nasce un comportamento di rifiuto nei confronti, non solo di chi è di etnia diversa, ma anche di sesso diverso o di chi è disabile.-
Cesare – Anche per questo esatto. Infatti non vedo come possano cambiare la società leggi sulle pari opportunità o sull’immigrazione ecc., ovviamente facilitano la convivenza tra persone civili, ma non risolvono il problema, quest ultimo è dentro ognuno di noi.-
Io – Ma per arrivare a capirlo bisogna aver raggiunto un minimo di maturità-
Cesare – Ho sempre pensato che la maturità fosse infatti il sapersi confrontare con gli altri, perché in realtà aprire la mente a chi è estraneo a noi è una forma di arricchimento personale, ma l’uomo nasce animale, selvaggio, cattivo, a nessuno interessa arricchire la propria anima e le proprie conoscenze se non per un secondo fine-
Io – Che visione che hai dell’uomo!! Non saprei se darti ragione o torto, indubbiamente quello che appare è questo, ma forse si può trovare del buono dentro ogni persona, qualcosa che la spinga a guardarsi dentro a disporsi per gli altri, come l’amore.-
Cesare – L’amore è uno stupido gioco, l’amore porta alla sofferenza, le donne sanno trasformare gli uomini in rottami, non in esseri capaci di aprirsi al mondo, è inutile sperare che le cose cambino, l’uomo è così, non accetta la diversità, i problemi della società derivano in gran parte da questo non c’è amore che possa rimediare.-
Io – Non so davvero cosa pensare, la tua genialità quasi spaventa, eppure tu sei un uomo, come te lo spieghi? Io credo che già solo con le tue parole, tu una fetta di società l’abbia cambiata, gli uomini se presi nel modo giusto tirano fuori del buono e a quel punto anche il razzismo, la diversità, l’apparenza, la volgarità perdono valore.-
Cesare – Se sono un suicida è anche perché ho perso tutta la fiducia nell’uomo, ho perso la speranza di vedere una società diversa, quella che esiste oggi non è così diversa da quella di ieri.-